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Consigli utili per la individuazione di amianto friabile
Indicazioni per il campionamento di materiale "sospetto" per presenza di amianto
Amianto Radioattivo: Trasporto e seppellimento
Consigli
utili per la individuazione di amianto friabile
Cosa fare per individuare la presenza di amianto friabile:
effettuare la valutazione del rischio, secondo
quanto previsto dal DM 06/09/94 che ne indica i contenuti tecnici. E'
opportuno che tale valutazione venga effettuata da persone esperte e
qualificate; in essa dovranno essere prese in considerazione e definite le
misure di prevenzione da adottare ed i rispettivi tempi di attuazione.
Cosa fare in caso di riscontro negativo (assenza di amianto):
A chi rivolgersi:
Indicazioni
per il campionamento di materiale "sospetto" per presenza di amianto (MCA)
I materiali da campionare vanno selezionati in modo prioritario fra quelli che
presentano:
>friabilità e
cattivo stato di conservazione;
>facile accesso o
mancanza di confinamenti e/o rivestimenti;
>suscettibilità di
facile danneggiamento e conseguente possibilità di rilascio di fibre
nell'ambiente;
>possibilità di
frequenti manomissioni;
>frequenti
interventi di manutenzione.
In relazione alla situazione specifica, le modalità e le precauzioni da
adottare sono le seguenti:
1. adozione di adeguati dispositivi di protezione individuale - DPI (maschera
per polveri -facciale filtrante P2 o P3, tuta in tyvek, guanti monouso);
2. prelievo da punti o zone già lesionate;
3. preliminare bagnatura mediante spruzzetta con acqua;
4. impiego di strumenti manuali (pinze, tenaglie, forbici);
5. prelievo di una piccola aliquota di materiale sufficientemente
rappresentativa (5 cmq/ 10 gr);
6. inserimento immediato del campione in una doppia busta di plastica
ermeticamente sigillabile;
7. riparazione con adeguati sigillanti del punto di prelievo (vernice spray);
8. registrazione dati del prelievo: data, luogo, ubicazione;
9. trasmissione del campione e dei dati al laboratorio analisi chimiche.
Indicazioni
per le bonifiche
I metodi di bonifica che possono essere attuati, sia nel caso di
interventi circoscritti ad aree limitate dell'edificio, sia nel caso di
interventi generali, sono:
3a) Rimozione dei materiali di amianto
E' il procedimento più diffuso perchè elimina ogni potenziale fonte di
esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività
che si svolgono nell'edificio. Comporta un rischio estremamente elevato per i
lavoratori addetti e per la contaminazione dell'ambiente; produce notevoli
quantitativi di rifiuti tossici e nocivi che devono essere correttamente
smaltiti. E' la procedura che comporta i costi più elevati ed i più lunghi
tempi di realizzazione. In genere richiede l'applicazione di un nuovo materiale,
in sostituzione dell'amianto rimosso.
3b) Incapsulamento
Consiste nel trattamento dell'amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che
(a seconda del tipo di prodotto usato) tendono ad inglobare le fibre di amianto,
a ripristinare l'aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione
sulla superficie esposta. Costi e tempi dell'intervento risultano più
contenuti. Non richiede la successiva applicazione di un prodotto sostitutivo e
non produce rifiuti tossici. Il rischio per i lavoratori addetti e per
l'inquinamento dell'ambiente è generalmente minore rispetto alla rimozione. E'
il trattamento di elezione per i materiali poco friabili di tipo cementizio. Il
principale inconveniente è rappresentato dalla permanenza nell'edificio del
materiale di amianto e dalla conseguente necessità di mantenere un programma di
controllo e manutenzione. Occorre inoltre verificare periodicamente l'efficacia
dell'incapsulamento, che col tempo può alterarsi o essere danneggiato, ed
eventualmente ripetere il trattamento. L'eventuale rimozione di un materiale di
amianto precedentemente incapsulato è più complessa, per la difficoltà di
bagnare il materiale a causa dell'effetto impermeabilizzante del trattamento.
Inoltre, l'incapsulamento può alterare le proprietà antifiamma e
fonoassorbenti del rivestimento di amianto.
3c) Confinamento
Consiste nell'installazione di una barriera a tenuta che separi l'amianto dalle
aree occupate dell'edificio. Se non viene associato ad un trattamento
incapsulante, il rilascio di fibre continua all'interno del confinamento.
Rispetto all'incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera
resistente agli urti. E' indicato nel caso di materiali facilmente accessibili,
in particolare per bonifica di aree circoscritte (ad es. una colonna). Non è
indicato quando sia necessario accedere frequentemente nello spazio confinato.
Il costo è contenuto, se l'intervento non comporta lo spostamento dell'impianto
elettrico, termoidraulico, di ventilazione, ecc. Occorre sempre un programma di
controllo e manutenzione, in quanto l'amianto rimane nell'edificio; inoltre la
barriera installata per il confinamento deve essere mantenuta in buone
condizioni.
3d) Indicazioni per la scelta del metodo di bonifica
A scopo orientativo possono essere formulate le seguenti indicazioni:
In particolare trattamenti incapsulanti non sono indicati:
tutti i metodi di bonifica alternativi alla rimozione presentano costi minori
a breve termine. A lungo termine, però il costo aumenta per la necessità di
controlli periodici e di successivi interventi per mantenere l'efficacia e
l'integrità del trattamento. Il risparmio economico (così come la maggiore
rapidità di esecuzione), rispetto alla rimozione, dipende prevalentemente dal
fatto che non occorre applicare un prodotto sostitutivo e che non vi sono
rifiuti tossici da smaltire. Le misure di sicurezza da attuare sono, invece, per
la maggior parte le stesse per tutti i metodi;
interventi di ristrutturazione o demolizione di strutture rivestite di
amianto devono sempre essere preceduti dalla rimozione dell'amianto stesso.
Nel
caso di limitati interventi su tubazioni rivestite in amianto per la rimozione
di piccole superfici di coibentazione (ad es. su tubazioni o valvole o giunzioni
o su ridotte superfici od oggetti da liberare per altri interventi), e'
utilizzabile la tecnica del glove-bag (celle di polietilene, dotate di guanti
interni per l'effettuazione del lavoro), con l'adozione delle seguenti
procedure:
- nel glove-bag vanno introdotti, prima della sigillatura a tenuta stagna,
attorno al tubo o intorno alla zona interessata, tutti gli attrezzi necessari;
ci deve essere un sistema di spruzzatura degli agenti bagnanti (per
l'imbibizione del materiale da rimuovere) o sigillanti (per l'incapsulamento
della coibentazione che rimane in opera) e un ugello di aspirazione da collegare
ad aspiratore dotato di filtro di efficienza HEPA per la messa in depressione
della cella ove possibile in continuo e sempre a fine lavoro; - gli addetti alla
scoibentazione con glove-bag devono indossare indumenti protettivi a perdere e
mezzi di protezione delle vie respiratorie (vedi allegato 4);
- precauzionalmente e preliminarmente alla installazione del glove-bag la zona
deve essere ove possibile circoscritta e confinata (con teli di polietilene,
sigillando le aperture di comunicazione con l'esterno e ricoprendo pavimento ed
eventuali arredi sottostanti il punto di lavoro);
- durante l'uso del glove-bag deve essere vietato l'accesso al personale non
direttamente addetto nel locale o nell'area dove ha luogo l'intervento;
- deve essere tenuto a disposizione un aspiratore a filtri assoluti per
intervenire in caso di eventuali perdite di materiale dalla cella;
- il glove-bag deve essere installato in modo da ricoprire interamente il tubo o
la zona dove si deve operare, tutte le aperture devono essere ermeticamente
sigillate;
- la procedura di rimozione dell'amianto e' quella usuale: imbibizione del
materiale, pulizia delle superfici da cui e' stato rimosso con spazzole, lavaggi
e spruzzatura di incapsulanti;
- a fine lavoro la cella e' messa in depressione collegando l'apposito ugello
all'aspiratore con filtro assoluto; quindi viene pressata, "strozzata"
con nastro adesivo, tenendo all'interno il materiale rimosso, svincolata ed
avviata a smaltimento secondo le usuali procedure per i rifiuti contenenti
amianto;
- la tecnica glove-bag non e' utilizzabile per tubazioni di grosso diametro e/o
temperatura superiore a 60 °C.
Bonifica di grandi strutture coibentate.
Nel caso di interventi di bonifica di intere strutture coibentate (es. grosse
tubazioni o caldaie o elementi coibentati di macchina) sono da preferirsi, se
tecnicamente possibili, idonee procedure di rimozione dell'intera struttura, o
di parti consistenti di essa, con la coibentazione ancora in opera e la
successiva scoibentazione in apposita zona confinata, allestita secondo le
procedure gia' descritte.
In questo caso o nel caso in cui direttamente strutture coibentate in amianto
(es. tubazioni, caldaie, etc.) debbano essere smontate o smantellate (ad es. per
essere sostituite) deve procedersi come segue:
- se esistono soluzioni di continuita' nella coibentazione lo smontaggio o
l'eventuale taglio deve avvenire in corrispondenza di questi punti esenti da
amianto, dopo aver provveduto a fasciare e sigillare accuratamente tutta la
superficie coibentata (per impedire che sollecitazioni alla struttura mettano in
circolo fibre nell'aria);
- se la coibentazione non ha punti di interruzione utili, si rimuove, con le
procedure della zona confinata o dei glove-bag, la superficie piu' ridotta
possibile di coibentazione; si puo' quindi procedere al taglio o allo smontaggio
nella zona liberata dall'amianto, dopo sfasciatura e sigillatura della
coibentazione rimasta in opera;
- la movimentazione dei pezzi cosi' ottenuti va condotta con la massima
attenzione per non danneggiare la protezione della coibentazione;
- devono essere sempre a disposizione le attrezzature per interventi che si
rendessero necessari in caso di liberazione di fibre nell'aria (aspiratori con
filtri ad efficienza HEPA, incapsulanti, etc.).Nel caso di limitati interventi
su tubazioni rivestite in amianto per la rimozione di piccole superfici di
coibentazione è utilizzabile la tecnica del glove-bag (celle di polietilene,
dotate di guanti interni per l'effettuazione del lavoro) . Nel glove-bag vanno
introdotti, prima della sigillatura a tenuta stagna, attorno al tubo o intorno
alla zona interessata, tutti gli attrezzi necessari.
Questa tecnica è delicata e pericolosa per:
- la discreta probabilità che la cella si rompa;
- la scarsa manualità degli operatori;
- il verificarsi di situazioni pericolose durante la loro installazione e rimozione.
Amianto Radioattivo: Trasporto e seppellimento
L'amianto,
la nota fibra minerale ampiamente utilizzata per
isolamenti termici, da qualche anno viene eliminata in
quanto cancerogena, portatrice di mesotelioma, e
generalmente una delle cause di sindrome da "edificio malato".
Rivestimenti di tubazioni, pannelli, elementi di isolamento sono
eliminabili in diversi modi, ma in alcuni casi l'amianto risulta
impregnato da sostanze tossiche: oli, vernici, etc. che rendono
impossibile l'eliminazione con le metodologie classiche.
In casi particolari l'amianto può essere stato
impregnato con Arsenico, Zinco, Cromo,
Minio, od irraggiato da emissioni radioattive, da
raggi X, Gamma, etc.
In questa particolare casistica i sistemi usuali di smaltimento sono
impossibili o non ammessi
dalle Leggi di protezione Ambientale.
Per l'amianto impregnato si può realizzare la messa in sicurezza mediante
penetratori a caduta libera del tipo gia' sviluppati per il seppellimento
delle scorie radioattive.
2- Metodologia: Le diverse fasi.
2.1
- Distacco dell'amianto e riduzione in noduli.
L'amianto viene distaccato da personale specializzato ed il lavoro avviene
secondo le norme di sicurezza Nazionali.
Gli elementi di amianto vengono immessi in una speciale centrifuga.
L'amianto viene centrifugato e miscelato ad un legante chimico in modo da
ottenere dei noduli di amianto stabile, moderatamente compresso, facilmente
trasportabile.
I noduli non rilasciano fibre nell'aria ed il loro trasporto e' facilmente
autorizzabile.
2.2 - Trasporto
Attualmente il trasporto dell'amianto e' effettuato con sacchi doppi di plastica
( big-bags).
Il trasporto dell'amianto in "big-bags" necessita di molte
autorizzazioni
Il trasporto dell'amianto da una Nazione CEE ad un'altra e' soggetto a numerose
autorizzazioni.
Tutte le precauzioni nascono dal fatto che, in caso di incidente, l'amianto
ritorna in aria nella forma pericolosa ed in grado di rilasciare fibre
cancerogene
La realizzazione dei noduli di amianto compresso e miscelato con un collante
chimico lo rende definitivamente sicuro anche in caso di incidente
I noduli hanno una superficie compatta e le fibre non possono liberarsi
nell'aria anche in presenza di fiamme libere
I noduli possono essere trasportati con cisterne, silos, sacchi, casse, etc. e
non necessitano di particolari precauzioni.
Le operazioni di travaso dei noduli da un recipiente ad un'altro sono semplici e
sicure.
2.3 - Compressione dei noduli di amianto.
I noduli di amianto arrivano presso l'impianto dove vengono compresse in piccole
mattonelle e/o barre
Gli elementi finali di amianto compresso ( mattoni o barre) vengono mischiati a
cemento e immessi nel penetratore MK 218
2.4 - Riempimento del penetratore.
Elementi di Amianto compresso e cemento vengono infilati nel penetratore a
caduta libera tipo MK 218 sviluppato per il seppellimento dell'amianto al
di sotto dello strato di argilla che ricopre i fondali marini.
Ogni penetratore trasporta 218 metri cubi ( fino a 150 Tons di
amianto )
Il penetratore e' costruito in acciaio speciale ad alta
resistenza ed il suo scafo di 20 mm di spessore garantisce una vita minima
di oltre 20.000 anni.
Un penetratore, caricato, avrà un peso finale al lancio compreso fra le
150 e le 200 Tonellate.
3.1
- Il penetratore per amianto, denominato MK 218 viene lanciato in mare
in appositi siti già precedentemente localizzati
per il seppellimento delle scorie nucleari, con argilla sul fondo ed
in aree di mare sorvegliate.
3.2 - Per il lancio si usano delle navi realizzate appositamente
per questo tipo di attività in grado
sia di eseguire tutte le operazioni
in massima sicurezza, sia di monitorare i punti
di impatto sul fondo del mare.
3.3 - La profondità dei fondali e' variabile: da un minimo di 500 metri ad un
massimo di 2.000 mt. circa.
3.4 - Le zone di seppellimento sono sismicamente stabili, con
spessi strati di argilla,
nell'interno della E.E.Z. (
Zona di Esclusività Economica) vicino al
sito ove è in funzione l'impianto di
assemblaggio e riempimento dei penetratori.
3.5 - Il penetratore raggiunge la velocità
finale di impatto variabile da un valore minimo di 180
Km/h, ad un valore massimo di 210 Km/h.
3.6 - Raggiunto il fondo si seppellisce nell'argilla per circa 60-90
mt:
la profondità di seppellimento è in
relazione sia alla velocità finale d'impatto raggiunta che alla
densità dell'argilla stessa.
4- Conclusioni
- NODULI DI AMIANTO : FATTORE DI RIDUZIONE DEI VOLUMI
4.1
- La realizzazione dei noduli permette di trasportare l'amianto dal luogo di
distacco all'impianto O.D.M. senza particolari problemi di autorizzazioni
4.2 - Le mattonelle e/o barre di amianto compresso restano seppellite per oltre
ventimila anni in 60 - 80 mt di argilla ed al di sotto di 500 - 2,000 mt d'acqua
di mare.
4.3 - Le mattonelle e/o barre di amianto compresso, anche in caso di
completa corrosione delle pareti del penetratore, fra oltre
ventimila anni, saranno inglobate nell'argilla ed al di sotto
del fondo marino:
mai piu' quindi a contatto con
l'atmosfera.
4.4 - Il metodo e' sicuro, attuabile con le nostre tecnologie, e senza
nessun rischio per gli operatori.
4.5 - Il sistema di seppellimento con Penetratori a caduta
libera è disponibile in tempi brevi, affidabile, e la
nostra Azienda è qualificata per sviluppare tutti i programmi per i
controlli ambientali in tempi lunghi ed in grado
di riflettere le attività di ripristino
ambientale in un ampio spettro di applicazioni.
4.6- NODULI DI AMIANTO:
Il FATTORE DI RIDUZIONE DEI VOLUMI e' - indicativamente -: dal 70% all'80%
- nodulizzazione: da Kg. 300 / 400 al mc a Kg 700 / 900 al mc.
5 - Brevetto
La richiesta di Brevetto dei noduli d'amianto e' in corso da Luglio 1996 negli Stati Uniti.
(Fonte: O.D.M. Inc.)
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